Musica, sinergie
E cultura del territorio

Borgata Museo di Balma Boves

La Borgata Museo di Balma Boves (Sanfront) è un caratteristico insediamento rurale ricavato nell’anfratto (balma) di una grande roccia situata a quota 652 metri, sul monte Bracco, nella Valle Po. Il curioso villaggio, inserito nel circuito dei “Castelli Aperti” del Basso Piemonte, è stato ristrutturato e trasformato in ecomuseo e racchiude in sé il segreto degli antichi abitanti di questo borgo: il contatto con la natura, l’autosufficienza, la cura e il saggio sfruttamento di risorse come acqua, legno, pietra e frutti della terra. Ancora oggi, infatti, gli attrezzi, le abitazioni, le stalle, i fienili, gli essiccatoi per le castagne, le fontane e l’antico forno, raccontano di un tempo in cui questi luoghi furono testimoni della cosiddetta “civiltà del castagno”.

Borgata Museo di Balma Boves (Sanfront)

Villa Faraggiana

Villa Faraggiana, Albissola Marina, costruita nella prima metà del XVIII secolo, fu commissionata da Eugenio e Gerolamo Durazzo. Si tratta di uno dei più importanti e suggestivi esempi di architettura settecentesca della Liguria.

Sede originaria e fulcro del Festival, la villa promana un indiscutibile fascino d’altri tempi. Imponenti arcate, magnifiche sale, statue di gusto barocco, giardini all’italiana, un teatro naturale nonché scenario oltremodo adatto a ospitare un festival estivo imperniato sulla musica barocca, suonata con strumenti dell’epoca e secondo un’accorta prassi storicamente documentata.

L’omogeneità del sistema è talmente pregiata e rara da rendere il Festival l’unico appuntamento di questo tipo in Italia.

Nel 1821 la proprietà della villa fu venduta ai nobili novaresi Giuseppe e Gerolamo Faraggiana, da cui l’edificio trae la sua attuale denominazione. Nel 1961 l’intera proprietà della villa passò al comune di Novara.

Villa Faraggiana

Castello di Castellar

Il Castello di Castellar, edificato dai Marchesi di Saluzzo nel XIV secolo, oggi sede anche di un museo, è una location ideale, al centro della Valle Bronda, verde e dolce, dalle caratteristiche geo-climatiche uniche, capace di restituire, sotto le mani di uomini esperti e rispettosi delle tradizioni, frutti e prodotti d’eccellenza. Parliamo ad esempio del vino “Pelaverga”; delle susine “Ramassin”, divenute presidio Slow Food; della Mela e dei mirtilli della Valle Bronda. Specialità che si uniscono alle già forti tradizioni in cucina

Castello di Castellar

Galleria detta

Delle Stagioni

La galleria detta “delle Stagioni” fu costruita per volere di Marcellino Durazzo, futuro doge di Genova, con la finalità di accogliere feste e cerimonie. La galleria è caratterizzata da pregevoli cicli affrescati con episodi della vita di Diana sulle volte e decorata da sculture del genovese Filippo Parodi datate 1667.

Cappella della Misericordia

La cappella della Misericordia era originariamente aperta al culto anche per gli abitanti delle case circostanti. Campeggia centralmente, alle spalle dell’altare, un dipinto del XVIII secolo del pittore Giovanni Agostiono Ratti raffigurante l’Apparizione.

Sono inoltre conservati arredi sacri quali candelabri, paramenti ricamati e varie oreficerie, oltre a rilevanti elenchi di indulgenze.

Il vasto giardino voluto dai Durazzo, che circonda la villa, è caratterizzato dall’unione tra diversi stili, da quello all’italiana con precisi interventi simmetrici, sistemazione di sculture e fontane, al giardino alla francese, che consente un’ampia visuale dell’intera area.

Caratteristica ligure è la studiata morfologia “a terrazze”, scelta caratteristica anche di importanti ville genovesi.

Santa Caterina

Complesso di Santa Caterina a Finalborgo. L’insediamento conventuale domenicano fu fondato nel 1359 dai Del Carretto, quale chiesa sottoposta al patronato della famiglia marchionale e sede monumentale delle sepolture di molti dei suoi membri. All’originaria chiesa medievale tardogotica, si affiancarono i due ampi chiostri con colonnati in pietra di Finale e capitelli scolpiti con raffigurazioni araldiche e simboliche. La chiesa medievale fu trasformata in un edificio ad aula unica nel 1826. Oggi, il complesso monumentale, quale polo culturale polivalente, si inserisce in un contesto urbanistico di particolare pregio, compreso tra i “Borghi più belli d’Italia”.

Complesso di Santa Caterina a Finalborgo

Cappella campestre di

San Ponzio

La cappella campestre di San Ponzio del XIII secolo sorge in un’area cimiteriale che faceva parte di una “grangia” dell’Abbazia di Staffarda donata da Enrico di Brondello (Atto del 9 dicembre 1138). In origine la cappella era dedicata a san Sebastiano (la maggior parte degli affreschi presenti all’interno si riferiscono infatti alle vicende di questo martire), mentre san Ponzio, secondo la tradizione, si convertì al cristianesimo e fu perseguitato al tempo di Valeriano. Soldato della legione tebea, giunse alle pendici delle Alpi Marittime, poi a Cimiez dove, non volendo offrire sacrifici agli idoli, fu decapitato.

cappella campestre di San Ponzio

Torre di Brondello

La Torre di Brondello, insieme a qualche muro perimetrale, è quanto rimane di un antico castello dei Marchesi di Saluzzo-Manta, i quali rinunciarono ai diritti sul feudo di Brondello a favore del marchese Ludovico II nel 1488. La Torre è situata nella parte più stretta a conclusione della valle, in posizione elevata sul colle a ridosso dell’abitato, circondata da una fitta vegetazione boschiva per lo più di castagni. La muratura è in materiale litico, sbozzato in blocchi di dimensioni variabili. Il luogo è estremamente suggestivo.

Torre di Brondello

Castello degli Acaja

Il Castello degli Acaja di Fossano, edificato come struttura difensiva da Filippo I d’Acaja tra il 1324 e il 1332, venne poi trasformato dai Savoia in residenza signorile. Nel Cinquecento ospitò Bona di Savoia, duchessa di Milano, e negli anni Quaranta del secolo successivo, Madama Cristina di Francia. Oggi il Castello di Acaja ospita la Biblioteca Civica e il Museo Verticale, con il progetto F.A.R.O.

Castello degli Acaja di Fossano

Chiesa Parrocchiale di Elva

La Chiesa Parrocchiale di Elva, dedicata al culto di S. Maria Assunta, è storicamente e artisticamente il più importante edificio del comune. Le pareti e il soffitto del presbiterio sono completamente affrescate. Tra queste opere spicca quella datata 1493 sulla parete di fondo, dedicata alla crocifissione. I capolavori pittorici di Elva sono attribuiti a un artista di probabile origine fiamminga del quale, però, si sa poco e niente, se non che era chiamato il “Maestro di Elva” e che prestò la sua opera nel marchesato di Saluzzo.

Chiesa Parrocchiale di Elva